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martedì 25 aprile 2017
Il Castello di Rudovaco
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Il Castello di RudovacoIl Castello sorge sulla collina di Cancello, a circa 212 metri di altezza sul livello del mare. Il suo fondatore fu, intorno all'839, il longobardo Rudovaco. che, prima di morire, ne fece dono al conte di Acerra, Cullezio. Secondo la tradizione il conte, nel tentativo di unire l'edificio, tramite un cunicolo sotterraneo, al castello del suo feudo, provocò il crollo di un'intera ala della costruzione. Non fece in tempo a porre rimedio al danno perché trovò la morte nella battaglia di Sclavi, dove combatté al fianco di Landone di Capua. A ricostruire il castello fu il normanno Ramperto che di lì a poco, però, ne ordinò la distruzione.

L'edificio, comunque, fu di nuovo ricostruito nel XII secolo ad opera dei conti Mattaloni assumendo le forme attuali, fatta eccezione per le piccole modifiche apportate dai vari proprietari e, naturalmente, per gli inevitabili danni dovuti al trascorrere dei secoli.

Nel 1437 Giovanni Vitellesco da Corneto, Patriarca Alessandrino, avendo fatto prigioniero l’Orsino ricevette, mentre era al Castello di Cancello, il capello Cardinalizio dal Papa Eugenio.

Dal 1443 al 1460 Giacomo Candida di Benevento fu Castellano del Castello di Cancello, quindi il Castello, fu per un certo tempo Feudo degli estinti Duchi di Maddaloni.
Dopo essere stato posseduto dai Principi di CARAMINICO, per successione femminile è passato agli attuali BARRACCO.
Nel periodo del brigantaggio il Castello divenne il regno del brigante MUCUSIELLO.
Nel 1785, durante il periodo Napoleonico, per la sua posizione strategica, il castello,(nel 1799), ospitò il generale Championnet che, al comando dell'armata francese, costrinse alla fuga il re Ferdinando IV consentendo ai rivoluzionari napoletani la proclamazione della Repubblica partenopea.
In quello stesso periodo fu annoverato dal Lavigny, nell'elenco preparato per l'arrivo di Giuseppe Bonaparte, tra le opere di interesse artistico. Tutti ebbero rispetto per il Castello.

Nel 1943 il Castello fu sede dei Comandi della Quinta e della Settima armata delle truppe alleate. Il Colonnello Spencer J. Braw grande disegnatore e appassionato di opere d’arte, preparò degli schizzi del Castello esposti in seguito a New York nel 1949, ad una mostra di monumenti dell’Italia meridionale.
Al corpo centrale sono addossate cinque poderose torri quadrate.
Sulla sinistra del lato che guarda a sud-ovest, accanto a una torre, è visibile l'ingresso, segnato da un arco a ogiva. Una delle torri presenta al suo interno una stanza con intonaco affrescato alla maniera pompeiana, secondo la moda che si diffuse nelle dimore della nobiltà sul finire del XVIII secolo, all'indomani della scoperta di Ercolano e di Pompei.

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lunedì 03 ottobre 2016

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